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ALUMINIUM Chic
Il cerchio in lega leggera va di moda fin dagli anni 60'. Vi ricordate auto come la Bmw 2002 Ti, l'Alfa Romeo 1750, la Porsche 914, la Fiat 124 rallye competizione ed ancora la 128 rallye ed in seguito la 131 berlina Racing a montare ruote in magnesio pressofuso dal design squadrato, ruvido nei particolari, decisamente essenziale. Tra i gruppi industriali italiani più importanti rammento Campagnolo e Cromodora che in quegli anni equipaggiavano le più diffuse ed importanti vetture sulla strada e sulla pista.
Successivamente sono stati i grandi industriali nel settore delle fusioni dei metalli a vedere lontano partendo dalla fusione di pezzi per conto terzi per arrivare alla produzione e commercializzazione di un proprio prodotto e di un proprio marchio (brand). Le connessioni con l'industria automobilistica e con il mondo delle competizioni hanno permesso, poi, ad alcuni gruppi, di sviluppare tecnologie e modelli sempre più mirati all'ottenimento delle massime prestazioni aerodinamiche, velocistiche ed al design innovativo innalzando a livello di status symbol un componente davvero non nobile.
Bene, Aziende diverse dai nomi noti e meno noti hanno rappresentato e rappresentano oggi un punto di riferimento per tutti gli appassionati che scelgono di personalizzare l'estetica della propria vettura con le ruote più diverse nella forma e nella realizzazione. Ma come sono fatte queste ruote in lega ? Cosa comporta la loro sostituzione dal punto di vista tecnico ? Il settore dei cerchi in lega leggera per auto può essere idealmente diviso in 2 principali segmenti: quello che riguarda i prodotti tecnologici estremi destinati allo sport ed alle competizioni e quello dedicato all'after market ovvero alle vetture che circolano sulle nostre strade ogni giorno. Nel primo caso vengono utilizzate leghe di metalli molto leggeri come il magnesio (in percentuale elevata) che consentono di ottenere parti finite dal peso estremamente contenuto e dalla robustezza elevata in funzione dello specifico utilizzo: peso della vettura, coppia di trazione, percorso di utilizzazione, ecc... un mondo, questo, nel quale è richiesta la massima funzionalità a scapito dell'estetica ma anche un mondo riservato a pochi per l'alto costo dei materiali e delle tecniche di produzione utilizzate. Nel secondo segmento, destinato alle nostre autovetture, viene fatto uso prevalente di leghe di alluminio, alluminio e silicio, che fuse vengono introdotte in gravità o a bassa pressione in stampi detti "conchiglie" che danno la prima forma grezza al <cerchio in lega>. Le tecnologie differenti di fusione, per quanto non ravvisabili ad occhio dal consumatore, consentono alle industrie di ottenere quantitativi più o meno elevati di prodotti dalla diversa qualità e pregio di utilizzo in funzione del mercato e dei Clienti a cui sono destinati. In genere, una ruota realizzata con fusione in bassa pressione, consente maggiore omogeneità nella distribuzione dell'alluminio e la possibilità di ottenere forme sofisticate e particolari difficilmente raggiungibili con la colata per gravità. Le Case tecnologicamente più all'avanguardia, effettuano il trattamento termico finale del prodotto ottenuto dalla fusione determinando, così, l'indurimento e l'elevazione del livello di resistenza dell'alluminio per poter essere utilizzato anche nelle condizioni più gravose e addirittura in competizioni stradali. In questo caso, l'utente può conoscere attraverso il rivenditore, se questo particolare trattamento è stato effettuato sul cerchio scelto poichè viene descritto dal produttore nelle note caratteristiche. Dopo i controlli ai raggi e la lavorazione meccanica, che ne verifica le tolleranze di precisione, il cerchio è pronto per i collaudi tecnici (sulla resistenza ed i limiti di rottura sotto sforzo procurato) e chimici (sulla resistenza e durata delle vernici utilizzate agli agenti esterni). Da qui, la Casa produttrice richiede il collaudo finale e l'approvazione degli Enti riconosciuti a livello internazionale per la cosiddetta "omologazione" o "certificazione" (CE, TuV, KBA...), ottenuta la quale il prodotto è "DOC".
Naturalmente va fatta una considerazione essenziale in ordine alla scelta del cerchio in lega leggera personale. L'auto è cambiata sostanzialmente dagli anni 60' e 70' ad oggi ed il nostro modo di concepire l'uso ed il possesso dell'auto è cambiato completamente. Non diciamo certamente nulla di nuovo se parliamo di auto come oggetto da esibire o come punto di riferimento del nostro immaginario. Specialmente se parliamo di utenti sportivi ed amanti della personalizzazione che sono in definitiva i Clienti tipici del cerchio in lega leggera. Ebbene, se escludiamo il segmento delle ruote destinate alle competizioni (quelle in lega di magnesio), il segmento di quelle in alluminio offre oggi una infinità di modelli da accontentare chiunque.
Quello che è cambiato rispetto al passato è la ricerca, da parte della maggioranza degli utenti, dei canoni puramente estetici nella frenesia di personalizzazione dell'automobile tanto da renderle -ormai omogenee alla moda del momento- paradossalmente più uguali alle altre.
In buona sostanza, poichè di bene estetico si tratta, io ritengo di potervi dare solo un consiglio. Quello di scegliere senza dubbio il prodotto più adatto alle forme della vostra auto ma soprattutto di pretendere di saperne di più al momento del consiglio con il professionista a cui vi rivolgerete. Ricordatevi infatti che, se a prima vista le ruote sembrano tutte uguali, la differenza è racchiusa nei processi costruttivi di cui brevemente abbiamo parlato, nei collaudi finali che le stesse ruote hanno superato (ma che non essendo obbligatori in Italia possono anche non essere stati effettuati per la vendita nel nostro Paese), nel prezzo che non dovrà mai essere eccessivamente basso e che rappresenta quei valori aggiunti che sono la garanzia del miglior livello qualitativo e del miglior servizio che potrà esservi reso.
Diego Nizzoli
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